Dalla Lettera Pastorale 2024-25:

“Amerai, sarai felice e godrai di ogni bene, ora e nei secoli eterni.” 

#21_Pag.66  (Nicolò Anselmi – Vescovo di Rimini)

A partire dall’espressione amerai il prossimo tuo si è diffusa nell’ambito ecclesiale la parola prossimità come strada privilegiata per il presente il futuro della Chiesa e della società. Le relazioni di prossimità, di cura e di amicizia hanno bisogno di tempo, di qualità, di profondità. 

I ritmi della vita spesso sono frenetici, la mobilità rende difficile anche le relazioni più semplici ed immediate. Talvolta sento dire che non ci si conosce più nemmeno tra famiglie dello stesso condominio. I più giovani sono, in alcuni casi obbligati a lavorare lontano dalla propria città, dalle amicizie, in Italia e anche all’estero. 

Il prendersi cura dell’altro spesso avviene nella cura delle piccole cose, dei dettagli; nessuno può pensare di essere autonomo, tutti abbiamo bisogno degli altri e gli altri hanno bisogno di noi.

Gli anni del Covid’, il lockdown e l’obbligo di rimanere in casa, ci hanno insegnato molte cose fra cui la bellezza dello stare insieme, nell’attenzione ai particolari e nella tenerezza, e, successivamente, l’importanza dell’incontrarsi di persona, di abbracciarci; l’avere un corpo, la fisicità, la sessualità sono tutti i grandi doni di Dio, da lui voluti, come sempre, per la nostra gioia.

 

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